Chi viene dichiarato invalido civile
può svolgere un'attività lavorativa?
Per quanto riguarda l'invalido parziale dal 45% al 99%, vi
è la possibilità di svolgere una qualsiasi attività
lavorativa purché non si costituisca pericolo per la
sicurezza degli impianti o per la salute dei compagni di lavoro:
si ha inoltre diritto ad una serie di agevolazioni fra cui
il collocamento obbligatorio.
Per quanto riguarda le persone dichiarate invalide al 100%,
un'interpretazione medico-legale molto rigida porterebbe ad
interpretare tale invalidità come la mancanza o perdita
completa della capacità lavorativa, incompatibile quindi
con qualsiasi attività lavorativa residua. Tale interpretazione
contrasta però con l'interesse di recupero e non meramente
assistenziale che la legislazione prevede in favore dell'invalido:
possiamo quindi ritenere che un invalido civile con una riduzione
della capacità lavorativa del 100%, ma in grado di
eseguire una prestazione particolare (come è il caso
di molti soggetti talassemici), possa essere comunque impiegato.
Queste considerazioni derivano da un'interpretazione dell'art.
12 della Legge
n. 118 del 1971, giunta con la Circolare 11
febbraio 1987 n. 3 del Ministero della Sanità.
Si può dunque concludere che anche l'invalido al 100%
possa essere impiegato ed ha pertanto diritto al collocamento
obbligatorio.
Per quanto riguarda infine gli invalidi con indennità
di accompagnamento, si sottolinea che la Legge del 21 Novembre
1988 n. 508 art.1 comma 3° afferma che la dichiarazione
di invalidità, anche con diritto all'indennità
di accompagnamento, non è incompatibile con lo svolgimento
di attività lavorative. Secondo questi indirizzi di
Legge, anche i talassemici che ricevono l'indennità
di accompagnamento hanno diritto al collocamento
obbligatorio.
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