Come funziona il collocamento obbligatorio
e che vantaggi comporta?
La normativa che riguarda il diritto del talassemico al collocamento
obbligatorio fa riferimento principalmente alla Legge
68 del 12 Marzo 1999, "Norme per il diritto al lavoro
dei disabili". Inoltre si deve far riferimento alla legge
quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti
delle persone handicappate (Legge
n. 104 del 5 Febbraio 1992).
Le aziende private e le Amministrazioni dello Stato (Amministrazioni
Statali, Provinciali, Enti Pubblici e soggetti a vigilanza
governativa), che abbiano più di 50 dipendenti,
sono tenuti ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie
protette per un'aliquota complessiva del 7% del personale
in servizio; 2 lavoratori appartenenti alle categorie
protette se occupano da 35 a 50 dipendenti ed 1
lavoratore appartenente alle categorie protette se occupano
da 15 a 35 dipendenti (solo in caso di nuove assunzioni).
La legge 68/99 ha introdotto delle novità importanti
tra cui:
- il collocamento mirato (attraverso
l'individuazione delle attitudini e capacità del
lavoratore da parte delle istituzioni incaricate);
- la chiamata nominale (il datore di
lavoro può richiedere, in alcune percentuali, il
lavoratore senza tener conto della priorità delle
liste);
- alcune facilitazioni e sgravi per il
datore di lavoro che sottoscrive delle convenzioni con le
istituzioni competenti (vedi Legge
68/99)
Lo strumento del collocamento obbligatorio riveste una notevole
importanza per i talassemici che, se anche dichiarati
invalidi civili, conservano quasi tutte intatte le proprie
capacità e potenzialità lavorative se posti
nelle opportune condizioni: tale strumento diviene dunque
fondamentale per garantire un proficuo inserimento nel mondo
del lavoro e nel contesto sociale.
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