L'alfa talassemia (o talassemia alfa) è una
malattia ereditaria causata dalla produzione difettosa o assente
delle subunità di tipo alfa dell'emoglobina.
Come conseguenza, nella vita adulta si ha un accumulo di catene
beta (l'altra subunità che compone l'emoglobina). Nei
neonati si ha invece accumulo di catene di tipo gamma.
Questo accumulo porta alla formazione di emoglobine patologiche:
emoglobina H nell'adulto (un'emoglobina formata da
4 catene beta) ed emoglobina di Bart nel neonato (formata
da 4 catene gamma).
I sintomi della talassemia alfa
Vengono distinte quattro condizioni cliniche di diversa
gravità che differiscono a seconda del numero
di copie del gene ancora funzionanti:
- i portatori silenti della talassemia
alfa hanno un'alterazione in una sola copia del gene
alfa globinico. Questi individui non mostrano nessun sintomo
da adulti e solo alla nascita presentano una minima quota
di emoglobina di Bart (1-2%);
- il portatore classico
possiede due geni alfa globinici alterati. In questi
individui alla nascita sono presenti quantità elevate
di emoglobina di Bart (5-6%).
Nel bambino e nell'adulto questo provoca una riduzione del
volume dei globuli rossi (più tecnicamente detta:
microcitosi) e la riduzione della quantità di emoglobina
contenuta nei globuli rossi (più tecnicamente: riduzione
del contenuto emoglobinico corpuscolare (MCH);
- la malattia da emoglobina H
è dovuta all'alterazione di almeno 3 delle
4 copie del gene alfa globinico. Clinicamente, si ha una
lieve anemia con microcitosi, ingrossamento della milza
(splenomegalia) e modeste alterazioni ossee simili a quelle
della beta talassemia;
- la mancanza totale del gene alfa
globinico causa una grave condizione chiamata idrope
fetale, spesso letale per il feto durante la gravidanza
o subito dopo la nascita. Tuttavia, neonati con idrope fetale
trasfusi fin dalla nascita in modo regolare hanno una sopravvivenza
analoga agli affetti da beta talassemia
major.
Le terapie
Nella malattia da emoglobina H occorre una continua sorveglianza
e una terapia antibiotica energica per combattere le
infezioni intercorrenti. A volte è necessaria la somministrazione
di acido folico, una sostanza che viene consumata in abbondanza
per produrre nuova emoglobina.
In caso di accumulo di ferro inoltre, ci si deve sottoporre
ad una terapia con agenti chelanti (che sequestrano
il ferro, come la deferoxamina B). Tale accumulo va assolutamente
eliminato in quanto il Ferro risulta essere molto tossico
e tra le maggiori cause di morte in passato.
Non bisogna somminstrare farmaci ossidanti, perchè
possono scatenare emolisi.
Contrariamente alle beta-talassemie,
in genere le trasfusioni non sono necessarie per curare
la talassemia alfa, anche se in alcuni casi, ad esempio per
complicanze o in gravidanza, le trasfusioni possono essere
indispensabili. Nel caso di idrope fetale invece, le
trasfusioni di pappa di globuli rossi non solo sono indicate
ma indispensabili per ottenere una sopravvivenza analoga
a quella che si riscontra nella beta-talassemia.
Come identificare i portatori sani
della malattia
Con semplici esami del sangue dai quali si effettuano
appositi test biochimici o l'analisi del DNA -analizzando
direttamente i geni alfa globinici- è possibile identificare
gli individui eterozigoti anche se questi non presentano alcun
sintomo.
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